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Foo Fighters - "The Pretender"

Fabio

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Sono in una fase di piena mutazione, in continuo cambiamento... Non so bene cosa sto diventando, ma, almeno dentro nel profondo,sono sempre io...
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...Welcome to my World...

La mia goccia nell'oceano...

"Fusi di Testa" - Bohemian Rhapsody

 

Led Zeppelin - Since I've been Lovin' you

 
March 21

Povera Italia

Ultimamente mi sto rendendo conto di quanto questo paese stia andando sempre peggio a rotoli... E mi sono chiesto che tipo di spirito anima l'italiano medio quando si tratta di affari interni...insomma, conoscendo un pò di gente proveniente da vari paesi europei e facendo un confronto, trovo spesso che gli abitanti dello stivale sono affetti da una sindrome particolare: quella del "piagnione" (per dirla alla romana) ; ovvero siamo molto consoni a lamentarci di tutto e di tutti, nulla ci va bene ma allo stesso tempo non facciamo nulla per cambiarlo poichè lo riteniamo inutile o semplicemente perchè siamo troppo occupati a fare altro, e appena i 5 minuti di scazzo giornaliero ci sono passati, ci dimentichiamo di tutto e pensiamo beatamente ai cazzi nostri...
Ad oggi però le cose stanno davvero raggiungendo i limiti: a partire dalla sfiducia totale in chi ci governa, spesso tendente all'odio della classe politica (che poi andiamo però a votare, cvd), passando perfino per il caro "made in Italy" che oramai sta andando a puttane se non per quelle quattro aziende, dal nome italiano, ma di sostanza internazionale, i cui prodotti "cool" sono però tristemente acquistabili solamente da facoltosi turisti e rappresentanti di paesi lontani...che in gran cambio ci portano la peggiore merda "made in China" i cui profitti vanno a far crescere economicamente loro, e noi beati inconsapevoli ci ritroviamo il cuscino per i massaggi dritto nel deretano...stiamo pure perdendo la compagnia di bandiera, che ce l'hanno perfino gli stati dell'Africa Nera, e noi ci stiamo svendendo ai Francesi, che licenzieranno 1500 italiani per rimpiazzarli con tanti "Francoise" o "Marie"... restando in tema immigrazione non si può non citare lo schifo che ormai regna sovrano nelle grandi metropoli (come quella in cui vivo, o sopravvivo) ; a volte provo a guardarmi intorno sui mezzi pubblici o nelle stazioni e tristemente mi pare di essere ovunque tranne che in Italia... e non si tratta di razzismo, qui si parla proprio di decenza... dal bengalese al rom al polacco all'africano non ce ne manca nessuno (con relativa gamma di profumi)...
E a Napoli scene da melodramma in una situazione a dir poco "Kitsch" ... E Striscia La Notizia che continua a denunciare scandali assurdi come ospedali costruiti e abbandonati...e migliaia di giovani con un futuro a dir poco critico... 
Ma in compenso, è mercoledì e c'è il Derby, e tutto passa...
...O NO...?!?
March 04

School of Rock

Madonna che calo di ispirazione in questo blog... ma d'altronde, che volete farci, sono impegnato a tutto tondo in altre attività...
così, visto che non mi viene da parlarvi dei massimi sistemi o di filosofia spinta, mi limito per stavolta a raccontarvi di una delle mie attività odierne (o perlomeno una delle più interessanti)... Da un 3 settimane circa ho ricominciato, dopo propositi durati circa 3 anni, a riprendere lezioni di chitarra... era davvero tanto che ero incastrato nel limbo degli "accordi da accompagnamento" e non riuscivo a star dietro all'anima Rockettara da Assolo che sentivo dentro quando imbracciavo la mia strato (ora diventata LesPaul) ; quindi quasi per caso ho trovato il mio maestro Blues...un tipo davvero forte, di quello strano che fa molto rock-star... perfetto !!!
E' un musicista da quasi 20 anni, un vero Blues-man convinto, e vi dirò, non male neanche ad insegnare... temevo di ricadere nella terribile trappola della teoria musicale che mi aveva fatto odiare la chitarra quando, ormai ben 10 anni orsono, mi avvicinai per la prima volta allo strumento con un corso classico da conservatorio... mi ricordo che alle lezioni di solfeggio arrivavo sempre in ritardo, senza aver studiato e con voglia zero di menare le mani per l'aria come un idiota sillabando le note a tempo...mio Dio che palle !!!
Invece qui è tutta un'altra storia...poca teoria (e di quella fica) e molta pratica... così si fa, il vero Rock si impara con le orecchie e con gli occhi, non sui libri ! Oggi mi è presa troppo bene quando siamo arrivati alle scale e ai Soli... finalmente posso suonare quello che mi piace e come mi piace! Ed ora ho trovato anche un batterista con cui suonare, quindi non vedo l'ora di mettere su questa band (altro proposito a lunghissima scadenza)...
quindi... ROCK N ROOOOOLL !!!!!
 
January 03

New Year, Old Fears

Un fiocco di neve sulle labbra...
La sensazione è sempre la stessa: quella di stare scappando da qualcosa. Per quanto possa ricoprire come un buon felino la merda sotto il sottile strato della lettiera, o affogare le paure dentro % alcoliche oltre i 40 punti, o ancora alzare il volume per non udire la bastarda vocina ventriloqua, un istante solo è sufficiente a riportarmi la coscienza di ciò che non và...
Lo scazzo di quel che mi aspetta al ritorno, che qualunque viaggio puoi fare, tanti quanti stati vuoi attraversare, non puoi evadere dal tuo cervello... semplicemente tutto va bene, tutto è grande, divertente ed estremo; ma...allora perchè vedo in fondo alla strada una curva a gomito che mi attende ghighante con freni a dir poco consumati dal troppo uso?! la vera sfida qui, come sempre, è la vita di tutti i giorni, al calduccio della tua casetta.
E' strano come mi senta a mio agio nella "dark side" della situazione, non sarà che quasi quasi ci godo a farmi del male? ...
Stop al masochismo, vediamo di vivere questa routine nel modo migliore in attesa delle finestre di vita vera... Triste ma vero.
November 23

Fear of The Dark

Non c'è pace dentro me...
Oggi non c'è spazio per le domande o per le reazioni; oggi è solamente il giorno della tristezza... Una tristezza che proviene dalla costatazione di quanto possiamo farci del male...quanto riusciamo a ferire, a ferirci e ad uccidere qualcosa di cui spesso ignoravamo addirituttra l'esistenza; quanto frequentemente agiamo senza pensare davvero alle conseguenze, che ricadono su di noi innanzitutto... L'istinto ci porta così naturalmente ad agire in difesa del nostro Io, attaccando indistintamente chiunque cerchi anche di avvicinarvisi; richiamiamo tutto il peggio di noi stessi solo per sentire per un attimo quella sensazione di potere, di vittoria, di supremazia che avvelena il DNA umano...
Il dolore è il nostro nemico più grande, ma il tentativo di scacciarlo non fa altro che produrne altro; poi, che importa se sia nel nostro prossimo vicino, l'importante è che non ammorbi il nostro cervello... se ci fermassimo ad analizzare la sofferenza quando tocca a noi, invece di esserne accecati e cecamente di tentare il passaggio di consegne al primo sfortunato essere che ci capita accanto, allora forse potremmo cominciare a capire, che non v'è motivo di continuare questo schifo di catena di S. Antonio, ma che potremmo impugnare l'arma migliore, quella di un sorriso e della comprensione, e diventare allora si dei veri eroi fuori dal coro, come coloro che non col sangue hanno raggiunto troppo facili traguardi, ma che in silenzio, con pazienza degna di un santo e prendendo tempo della propria vita per Capire, consolare, perdonare e fare un passo indietro, hanno spezzato questo morbo che affligge tutti noi in un modo o nell'altro...
Ma quando si è feriti è la nostra irrazionalità che prende il sopravvento, ed o si fugge col cuore spezzato a piangere lontano, o si attacca con furia esplosiva sparando a zero e perdendo il contatto con la realtà... Per me è altrettanto difficile analizzare gli avvenimenti che mi coinvolgono in maniera obiettiva, ma la sensazione che ho in questo momento (e da qualche tempo) mi dice che è forse ora di smetterla di giocare, di atteggiarsi ad adolescente ribelle e senza pensieri, di lanciarsi in ogni cosa rimanendone poi, spesso, duramente graffiato...
Non è facile comprendermi nemmeno per me stesso, quindi forse ho dato troppo per scontato che ciò che era chiaro ai miei occhi, lo fosse anche ad occhi altrui; invece di riporre le scelte solamente in me mi sono troppo fidato, stupidamente e bonariamente, delle persone che mi circondano, convinto da buon samaritano di trovare del bene anche dove non c'era... Nessuno si prenderà la responsabilità della mia vita se non lo faccio io per primo; e cercherò ancora una volta di tramutare il dolore non in lacrime, non in rabbia, ma in una crescita verso una maturità e una pace interiore che spero, da lungo tempo, di avere, un giorno...
 
 
November 16

Sometimes I think I'm Crazy, The Other Times I'm sure... I'm in BEST

Un’altro aeroporto di un’altra città Europea...ormai ti senti quasi a casa tua, tra gente impazzita che non sa dove andare, procedure di imbarco e avvisi di sicurezza che sai praticamente a memoria, intersezioni dei più diversi mezzi di trasporto; tutto questo, che per molti è semplicemente stressante, a te piace da impazzire...E’ la tua nuova droga da un paio di anni, e più viaggi e più non puoi farne a meno. Da quando leggevi le righe di Kerouac in “Sulla Strada” e sentivi dentro di te un brivido trasmesso da quel senso di pura vita che c’è nella scoperta di terre e persone nuove... Avevi solo bisogno di uno strumento per realizzare quel tuo sogno di ali spiegate e vento sul viso, di lingue diverse e panorami sconosciuti; e quello strumento si chiamava proprio BEST.
Oramai appena ne hai la possibilità (e qui ce ne sono davvero tante!) tiri fuori il tuo zaino da 90 litri dall’armadio, applichi il rito del fare i bagagli (sempre più veloce ed efficiente) navighi tra siti di compagnie low-cost e tracci la rotta della tua prossima avventura da piccolo esploratore... E le “scomodità” diventano perle da ricordare con un sorriso... la notte passata in stazione dormendo nel sacco a pelo sul pavimento, scegliere il mezzo più economico possibile quando il portafoglio langue alla fine del viaggio, i divani di amici e conoscenti in prestito... L’inglese è diventata la tua seconda lingua, niente grammatica avanzata ma sai esprimere al meglio quello che vuoi, e non basta...ogni lingua nuova suona così melodica, e sei curioso di imparare al più presto nuove frasi da sfoggiare in giro per la città... la voglia semplicemente di fare, cose più o meno serie, basta che dissetino la tua sete di conoscenza...arte, cultura, alcool, donne, amici, musica, mari, monti, metropoli e campagne si mescolano tutte insieme a cementare dentro la tua anima un’altro Evento con la E maiuscola! Nessuna faccia è più “sconosciuta” (soprattutto quando si tratta di BESTie, con cui condividi queste passioni) ma si tramuta in una fonte di scoperte nuove; e vai a finire che hai più intesa con una persona che vive dall’altra parte del globo che con i tuoi stessi compagni di università “di tutti i giorni”. E in tutto questo, senti che stai avendo un pezzetto in più di te stesso tra le mani, che ora risulta così chiaro e aspettava solo di essere letto con la chiave giusta... e ti senti addirittura di tornare a casa migliorato, con la consapevolezza che, dopotutto, il mondo là fuori non è così terribile come vorrebbero dipingercelo. Così al tuo ritorno, quando sei stanco, stropicciato e con la barba lunga, in contrapposizione non sei mai stato tanto carico e pronto a tornare alla tua vita di tutti i giorni...La mente viaggierà ancora e spesso ai tanti ricordi che hai portato con te, facendoti sentire fiero nel constatare quanti giovani come te stanno costruendo un nuovo modo di vedere l’Europa e i cosiddetti “stranieri”, un nuovo modo di guardare all’educazione universitaria e di affrontare il mondo successivo, imponendo per una volta le nostre regole e i nostri canoni per far si che sia il sistema ad assomigliare a noi, e non solamente viceversa. E mentre riguardi le foto, con un sorriso malinconico, ti arriva una e-mail: c’è un evento a Barcellona tra poco... che dite, riprendiamo lo zaino ...?!
October 29

Mathematical Crazyness

Leggendo e rileggendo 60 e oltre pagine di teoremi e dimostrazioni al limite dello stile "A Beautiful Mind" , mi viene da chiedermi, nelle pause per riposare il cervello quando segnali psicosomatici mi dicono che forse ne ho bisogno (tipo cercare di integrare la lampada sulla scrivania o domandarmi se l'universo sia o meno un insieme misurabile - Vero Mattè?!) quale sia il senso umano di quello che tutti i giorni affrontiamo in una facoltà come ingegneria... si ok, strafico sapere perchè e come funziona la rete che ho a casa o collegare un bit ad un'onda EM o ad una modulazione più o meno "pimpata" che fa uso di particolari proprietà spettrali e, non ultimo, ridere ad una battuta tipicamente da ingegnere (che fa molto NERD) ... ma poi ?!? alla fine siamo essere umani, (checchè ne dicano degli ingegneri) e ognuno con le sue storie, il suo carattere e il suo animo, a volte riusciamo anche a relazionarci come semplici amici (e meno male) ... Insomma LA grande domanda di chi si fa domande umane (intendo eccetto i Mr/Mrs 30eLode) è sempre stata e sarà: "ma a che minchia mi serve sta roba per andare a fare la spesa?!" ... risposta: sostanzialmente a nulla, se non a cercare di rimediare uno stipendio che sia almeno a 3 zeri, impostare discorsi potenzialmente "scaccia-fica" (Nunzio Docet) , e sviluppare un terribile senso di superiorità di fronte ad ogni altra facoltà ... Beh per spezzare una lancia verso la faticcaccia che faccio,direi anche che in un certo senso fare sta roba ti apre un pò la mente, ovvero ti costringe ad usare aree del cervello che pigramente non metteresti mai in moto, se non sotto pressione come ci troviamo noi messi davanti a problemi apparentemente irrisolvibili e insensati. Ma poi vogliamo mettere l'area "psicologia" di ingegneria? Provateci voi ad avere a che fare con la manica di deviati mentali rinchiusi a S Pietro in Vincoli...Ormai capiamo lo stato d'animo del docente anche da lontano, per intercettare se ci sta beccando mentre copiamo o intuire lo schema di posizionamento in aula che potrebbe usare, o infine battercela quando non è aria di fare l'orale... E allora si, ammettiamolo, siamo un pò ingegneri anche dentro...W gli stereotipi che ci vogliono calvi e panzuti, imbranati con l'altro sesso e rinchiusi in casa a studiare H24 ... ci fanno gioco, quando poi rimarrete gradevolmente sorpresi nel vederci capelloni e palestrati, dotati di capacità oratorie e letterarie notevoli, dolci, teneri e anche un pò stronzi con le donne, casinari alle feste, viaggiatori incalliti, (www.best.eu.org ) e tante altre cose...
E W la parte "tamarra" di ognuno di noi, che contrasta tipo Dr Jeckyll e Mr Hide con il preciso ordine di idee dei teoremi... Allora donne, un ingegnere è per sempre tipo il diamante...accattatevill' !!! =D
capiteci e voleteci bene, siamo umani anche noi... solo più stressati degli altri... ! e ora, sotto di nuovo con la disuguaglianza di Cauchy Schwarz ...
/Campagna per la salvaguardia dell'ingegnere/
 
October 01

Sono l'anima perplessa di Jack...

..."L'amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada..."
(F. Kafka)
Quanto la percezione di noi e della nostra interazione con gli altri e con il mondo coincide davvero con la realtà vista da un occhio esterno...? Siamo davvero obiettivi nelle nostre azioni oppure tutto ciò che facciamo viene filtrato da una particolare lente, influenzata da stani giochi delle nostre menti...?
E non è in fin dei conti l'uomo un animale egocentrico ed egoista, il cui primo, unico e vero istinto è quello di sopravvivere...? (E riprodursi, c'era anche questo...) ...Ascoltiamo mai gli altri oppure aspettiamo solo il nostro turno per parlare...?
Insomma, tra ciò che vogliamo e ciò di cui abbiamo bisogno si sono messi in mezzo troppi secoli di imperi, democrazie, formazioni culturali e sociali a modellare una complessa struttura sopra il nostro Io primordiale... e tutto questo si è complicato a tal punto che ormai non sappiamo più cosa siamo e cosa dovremmo essere per sentirci felici... l'inversione di tendenza ha reso "trendy" le filosofie orientali o gli psicanalisti, credendo banalmente di poter pagare con moderna moneta una stabilità interiore persa nel complicato labirinto che noi stessi ci siamo costruiti attorno...
E qui in mezzo non è affatto facile trovare un sostegno, una persona con la quale sentirsi finalmente nudi, e contenti di esserlo; le nostre anime sono come prigioniere di una gabbia in plexiglas, sono là dentro che urlano dietro una parete insonorizzante tentando di venir fuori...ma...è dura... ci provo a tendere l'orecchio per sentire finalmente la voce che supera quel muro, provo a concentrarmi tanto su un semplice respiro che porti con l'aria le vibrazioni di quel nocciolo caldo e lucente che fa di ognuno di noi un essere speciale...Ed a mia volta lotto dentro me per liberare almeno una parte di quel me stesso recluso dietro una facciata banale...
Non smettiamo di lottare e di ascoltare, e prima o poi nel silenzio, sentiremo quella vocina che aspettavamo da tanto... e che ci aiuterà a rompere il vetro sotto la nostra gola e dietro i nostri occhi, per lasciar uscire tra mille cristalli di luce, un'energia abbagliante che nemmeno noi sapevamo di avere...
 
 
September 18

Don't Let it Bring you Down ...

Non c'è peggior sensazione al mondo dell'apatia...
Un conto è odiare, un conto amare, un conto è stare male da morire, un conto è splendere come un bel sole... Ma l'apatia ti lascia lì sul pavimento a chiederti perchè ... anzi nemmeno lo si cerca più il perchè...e si rimane come in trance in attesa di qualcosa...qualcuno... un evento che ci scuota da questo sonno senza riposo, da questi infiniti pomeriggi senza direzione...
Si getta al vento il tempo della nostra vita, e senza una lacrima che lo pianga; il dolore verrà, poi, al risveglio dall'anestesia... poca voglia di fare, sicuramente niente di costruttivo, troppa fatica... e siamo troppo affaticati dalla mancanza di azione, il nostro cervello non ce la fa proprio a mettersi in moto che nemmeno la vecchia Panda in una fredda mattinata d'inverno... gli stimoli ci sarebbero anche, proprio lì, negli esami da dare, nelle serate con gli amici dove potresti essere brillantemente di compagnia, negli occhi di quella ragazza che dolcemente ti parla di sè come con ansia di farsi conoscere; ma tutto appare troppo lontanto, troppo scontato o troppo difficile... sei annoiato, stanco e stropicciato, con la barba lunga e i capelli fuori posto, che guardi alla vita quotidiana come uno spettatore di un Talk Show da primo pomeriggio, in poltrona e con il telecomando in mano pronto a girare canale.
E non v'è rimpianto in tutto ciò; dopotutto, c'è anche un lato di noi che ama cullarsi nel nulla, rigirarsi in uno stupido pensiero senza sforzi ulteriori, dormire fino a tardissimo per poi domandarsi perchè, semplicemente stringersi nelle spalle e dire a noi stessi: beh, và come deve andare... ok...
Sarà un periodo del bioritmo, e passerà; domani cominceremo a fare tutto quel che ci siamo lasciati indietro, ma ora no... domani avremo tempo e voglia, domani...
Domani...
 
September 06

Come Faceva Jimy Page a reggere un litro di Jack...?!

La bottiglia giaceva ai piedi del divano in pelle marrone, visibilmente usurato e stropicciato, vissuto direbbe qualcuno, ma che come un taccuino Moleskine riportava annotato tutto ciò a cui aveva assistito; dalle giornate annoiate e sonnolenti di mezzo autunno, dove la facevano da padrone per lo più scadenti programmi televisivi e chiacchierate con gli amici su quanto sarebbe durato ancora il caldo e se la vicina di Alex fosse più o meno provocante quando stendeva la sua biancheria intima sul balcone dirimpetto; alle nottate insonni estive passate a leggere nella penombra i romanzi di Kerouac e Bukowski, con la sola compagnia di un sottofondo Blues e della prima bottiglia di Vino rotolata fuori dal frigo semivuoto... Fino alle serate in dolce compagnia di una ragazza in possesso di un qualche particolare che stimolasse il suo immaginario erotico, sicchè il suo istinto si era messo in modalità "caccia" arguendo ogni possibile stratagemma per portarsi a letto la poveretta, la quale era anche convinta che fosse stato il suo incredibile fascino femminile a procurargli quell'ammiratore instancabile che dopotutto, era anche sufficientemente belloccio da poter essere presentato come preda arpionata alle amiche...
Peccato che la sua mente in quelle serate fosse fissa su tutt'altra creatura; sempre lei, quella donna che gli stava rovinando silenziosamente l'esistenza, in modo così subdolo e indiretto da essere benissimo confuso con la parola Autodistruzione. Sarah, questo il nome della sua "ex - non fidanzata" , una bassista di un gruppo punk incontrata una sera in un Club dove si esibivano le "Twisted Sisters" poco prima che la sua Band salisse sul palco per deliziare il pubblico con una speciale miscela di Rock psichedelico anni '70 e Blues alla vecchia maniera, il tutto condito con un pizzico di Grunge incazzato e malinconico. Sarah aveva assistito alla loro performance una volta riposta la sua strumentazione e tornata ai tavoli del pub con una pinta di Guinness in mano, aveva apprezzato il sound dei "BrinE", aveva applaudito, urlato e fatto il coro su alcuni dei pezzi più coinvolgenti, e aveva tenuto gli occhi per tutto il tempo sulla sua LesPaul Studio, muovendo da quel punto fermo il suo sguardo verso le mani che sfioravano la tastiera, la spalle che accompagnava il cambio di accordi, fino al movimento dei suoi capelli neri davanti al viso, che ritmicamente nascondevano e mostravano il viso e gli occhi concentratissimi e carichi di pura estasi rock'n'roll ...
Sean sapeva che Sarah lo stava osservando; d'altronde lui aveva fatto lo stesso durante il loro concerto...appena entrato nel club non aveva potuto fare a meno di incollare gli occhi sul palco, specie nel quarto occupato da quella graziosa creatura dagli alti stivali a tacco a spillo, la gonna jeans con un vistoso spacco sulla coscia destra, e il top stracciato che ricordava che quella che sembrava più una velina di striscia che una rocker, dopotutto, suonava in una punk band!
Lo strumento Cort che aveva al collo sembrava leggerissimo tra le sue mani, e risultava un tutt'uno nell'ondeggiare ritmico del suo corpo, come in stato di trance dovuta al veloce ripetersi delle battute composte da pochi scarni accordi...
Il sound Punk-Rock da adolescenti che normalmente avrebbe fatto vomitare istantaneamente a mò di "Esorcista" Sean, stranamente sembrava trasformarsi in un sofisticato Jazz d'autore, e il mixer particolare del suo cervello aveva fatto in modo che tutti gli altri strumenti, inclusa la voce squillante della brutta cantante, fossero almeno 100dB sotto quel basso suonato in maniera calma e precisa, dove ogni slide delle dita sulle basse corde erano come se lei lo accarezzasse attraverso l'amplificatore e ...
"Ehy Jimy, un bel pezzo di bassista eh?!? Raccogliti la bavetta e datti un tono socio!" Alex aveva allungato la mano destra davanti al basso ventre del povero chitarrista innamorato, simulando la mungitura dei suoi testicoli come minaccia di riprendersi da quello stato, secondo lui, pietoso. "Jimy" era il nick con cui Alex chiamava Sean nelle serate in cui si esibivano, a sua detta doveva essere una carica energetica sentirsi chiamare come il buon Page degli Zeppelin, doveva migliorare in qualche modo il tuo stile di suonare... Per Sean il paragone era a dir poco blasfemo, ma se faceva contento Alex, da buon amico questa era un'altra delle cose che gli faceva passare senza esprimere mai il suo disappunto...
"Tu pensa a sistemarti quei capelli orrendi, non siamo mica una band anni '80!" - effettivamente la folta chioma riccia di Alex ricordava più qualcosa tendente al Reagge che al Rock, e Sean sapeva quanto questo sfottò dava fastidio al cantante dei Brine...Era il suo modo per deviarlo dalla bassista...Mandrillo com'era se gli lasciava troppo spazio avrebbe rovianto tutto una volta avuta la possibilità di prendere contatti con Sarah... meglio di no...
"ehy mentre queste puttanelle punk menano i loro strumenti io ordino una bottiglia di Jack...che ne dici Page ...??" Lorenzo, il batterista, da quando si esibivano aveva decisamente preso troppo sul serio la storia che "la vera rockstar è sempre ubriaca" o qualcosa del genere, e dopo un paio di serate finite che non era riuscito a tenere in mano nemmeno le bacchette, con conseguente ultra-scazzo del proprietario del club, il resto della banda stava sempre attento con la coda dell'occhio al tasso alcoolico di Lorenzo dopo le 23 ...
"io ci sto, ma vedi che ti faccio il palloncino prima di salire sul palco..."
Questi ricordi riportarono lo sguardo di Sean sulla bottiglia ai piedi del divano, era proprio lei: "Original Tennessee Whiskey", diceva l'etichetta, e lì si chiese: "ma dove diavolo sta il Tennessee??" ma non ne aveva idea; troppi stati questa America...Si versò un'altro mezzo bicchiere, ci mise due cubetti di ghiaccio, e sorseggiando spinse "play" sul lettore cd contenente un certo "made in Japan" , e i suoi pensieri navigarono verso chitarre e chitarristi, e fortunatamente, per un pò, lontanto da bassi e bassiste...
June 04

The "Riga Case"

IL FATTO

Siamo a Riga, capitale della Lettonia. E’ il 15 di Maggio. Sette ragazzi di diversa nazionalità (spagnoli e portoghesi) stanno girando in una tranquilla serata di divertimento per la bella città nordica… sono in uscita da un party,e contenti e carichi, si avviano per le piazze della città vecchia…l’aria è mite e si prosegue bevendo qualche birra per la strada… i ragazzi passano ad un certo punto sotto dei lampioni dell’illuminazione pubblica dai quali sventolano bandiere Lettoni… la tentazione è forte, soprattutto quando sei un membro BEST e ami collezionare le bandiere d’Europa (molti di noi se le scambiano durante gli eventi)… i ragazzi, con l’intenzione di dare un segno di amicizia e di celebrare la nazione che li sta ospitando, prendono le bandiere e una volta messe al collo, si avviano tranquilli verso il centro città… non potevano immaginare quello che sarebbe successo poco dopo.

Qualcuno dei cittadini che ha assistito al fatto, chiama la polizia; la volante arriva e ferma i giovani iberici i quali, manette ai polsi, vengono condotti al posto di polizia… in cella!

Il giorno seguente, i media lettoni annunciano che alcuni “vandali” avevano distrutto e offeso il simbolo nazionale, additando il fatto come un crimine contro la nazione !!!

I ragazzi vengono condotti in prigione, trattati come i peggiori criminali, senza possibilità di comunicare con i loro parenti o amici, in una nazione di cui non conoscono la lingua…

Passano 5 giorni prima che possano avere un avvocato ed un interprete, e nel frattempo uno di loro ha perso 7 Kg di peso…

Il 28 maggio, tre dei portoghesi vengono liberati poiché trovati solamente “complici” e non artefici dell’atto, un altro ragazzo spagnolo viene liberato grazie al proprio avvocato che invoca delle irregolarità nel processo; il 29 Maggio i restanti 3 hanno la prima udienza del processo, dove gli viene comunicato che saranno prosciolti dall’accusa di furto, e scarcerati pagando un’ammenda… i ragazzi tirano un sospiro di sollievo, credono che la brutta avventura sia finita…ma… durante la notte, “magicamente” il verdetto cambia, e i giovani studenti quasi ingegneri vengono tramutati in PRIGIONIERI POLITICI !!! questo significa che sono accusati di reati contro lo stato, e rischiano fino a 6 ANNI di carcere !

Ad oggi, sono ancora nelle stesse inumane condizioni in attesa della prossima udienza, in data da destinarsi… !

LA MANIFESTAZIONE

Per rispondere in qualche modo a questo indecente accaduto, per dare un segno di solidarietà ai giovani portoghesi, nonché per chiedere alle autorità lettoni di rivedere la loro posizione, si stanno organizzando in tutta Europa, dove i ragazzi hanno amici qua e là grazie a BEST, molte manifestazioni di supporto.È qualcosa di urgente, poiché più tempo passa, più i ragazzi rischiano davvero di rimanere in carcere per anni, solo per una bandiera… quindi anche Roma deve dare il suo contributo!

 
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